5 thoughts to “Ulisse torna a Itaca”

  1. Il gioco è di tipo competitivo e parla del viaggio di Ulisse oltre i confini della Terra. Ogni giocatore (il gioco viene presentato come in grado di reggere fino a 12 giocatori) interpreterà un marinaio che tenterà di aiutare Ulisse nel suo ritorna a casa, agendo contro i diversi pericoli che troverà nelle dodici tappe del viaggio. Il gioco utilizza un libro di testo in cui sia riportata l’Odissea, poiché la meccanica prevede che i giocatori producano delle frasi in rima con i versetti dell’Opera.

    Cosa mi è piaciuto del gioco

    La scelta del tema è sicuramente affascinante. Inoltre trovo funzionale l’uso di un vero libro di testo a cui rifarsi durante il gioco: credo che ciò porti subito i giocatori molto a contatto con le vicende di Ulisse nel rispetto del medium letterario originale. Il gioco è strutturato inoltre secondo le dodici tappe del viaggio di Ulisse, ognuna delle quali rappresenta un momento di gioco in cui determinare quanti punti fa ogni giocatore. La meccanica parte da qui, spingendo i giocatori a confrontarsi con l’Odissea e a produrre delle frasi in rima con un versetto scelto. Vengono assegnati diversi punteggi per le parole in rima rispetto a quelle che non lo sono, ciò determinando, dopo le dodici scene, un vincitore.

    Cosa ho trovato confuso o poco chiaro

    Nonostante abbia capito in linea di massima cosa l’autore vorrebbe che accadesse durante il gioco, il testo non è chiaro su come i turni si debbano susseguirsi, chi ha potere di narrazione su cosa (azioni, sensazioni o stati d’animo) e come applicare effettivamente il conteggio dei punti.
    Inoltre non è chiara l’ultima parte del paragrafo riguardante la meccanica, in cui si dà come regola l’imparare a memoria l’intera Odissea o frazioni di essa.

    Quali parti del gioco penso debbano essere sviluppate meglio

    Sicuramente la meccanica e le procedure per la turnazione e l’assegnazione dei punteggi per determinare il vincitore.

  2. Recensione di Giacomo Bellucci
    In questo gioco si impersonano Ulisse e i suoi compagni di viaggio che da Itaca, dopo mille peripezie, prove, mostri da sconfiggere e battaglie tornano nella terra natale e si riappropriano del loro territorio.

    Cosa mi è piaciuto del gioco
    L'idea di usare l'Odissea come guida al gioco è ottima e molto suggestiva. Inoltre, anche l'idea di creare un ibrido tra un gioco di abilità enigmistica (trovare le rime) e un gioco di narrazione (ampliare la storia di Ulisse e dei suoi compagni di viaggio) partendo dall'Odissea in versi è accattivante.

    Cosa ho trovato confuso e poco chiaro
    Il gioco è molto embrionale e lascia molto spazio all'interpretazione in molti punti, non ultimo la parte finale dove, dopo il conteggio dei punti fatti durante le 12 fasi di gioco, ai perdenti si chiede di imparare a memoria perti dell' Odissea per tornare ad essere in vantaggio e vincere.

    Quali parti del gioco devono essere sviluppate meglio
    Tutta la parte di gestione dei punteggi e del conteggio delle parole, la parte suggestiva e narrativa in cui si introduce il gioco e si spiegano le tappe, la scena finale.

    Pareri personali
    Il gioco parte da un'idea interessante, quella di utilizzare un classico come fonte di gioco e potrebbe avere anche ottimi risvolti didattici.

    Domande all'autore
    – Perché hai deciso di usare un grande classico per questo gioco?
    – Consideri questo gioco più un gioco di narrazione o un gioco di enigmistica?

  3. Rispondo a entrambi:

    Alla fine si richiede di imparare a memoria una parte del poema che i giocatori hanno creato con i versi aggiunti ad ogni tappa , e non dell Odissea ( mi rendo conto che era poco chiaro nel regolamento).

    Poi ho deciso di usare un grande classico anche per scopi didattici , e lo considero più un gioco di narrazione.

  4. Recensione di Ivan Lanìa

    Ulisse torna a Itaca è un gioco dai 3 ai 12 giocatori in cui si compone a più mani un rifacimento dell’Odissea: ciascun giocatore è un marinaio di Ulisse e deve aggiungere al poema versi in cui racconta le proprie azioni ed emozioni individuali. Il gioco richiede una copia integrale dell’Odissea e un’edizione ridotta con illustrazioni e si divide in 12 turni, uno per ogni tappa del viaggio di Ulisse: in ogni turno i giocatori aprono i due libri in corrispondenza della tappa in corso e, aiutandosi con le illustrazioni, aggiungono a turno un proprio verso al testo del poema. A fine gioco si misura la qualità dei versi e l'”aedo” più bravo vince la partita.

    Cosa mi è piaciuto del gioco
    Complice la mia professione (studio Lettere Classiche), mi piace molto l’idea di giocare a riscrivere un’opera di letteratura, cambiando il personaggio punto di vista ed esprimendolo secondo la nostra sensibilità: ciò permette di percepire lo stacco culturale fra noi e l’autore, di stimolare il dibattito estetico sull’opera e (potenzialmente) di fare pratica di scrittura narrativa.

    Cos’ho trovato confuso o poco chiaro?
    Innanzitutto il testo è sgrammaticato, tanto da mettere a rischio la comprensione delle regole. In secondo luogo, non è chiara la procedura di conteggio dei punti: apparentemente vincerà chi è riuscito a comporre i versi più lunghi e c’è un bonus per ogni verso in rima, ma si possono recuperare punti imparando a memoria e recitando una parte del “poema” (spero si intendano i versi composti durante la partita: so per esperienza che imparare a memoria 1/6 dell’Odissea è da suicidio), ma non è detto come quantificarli.

    Quali parti del gioco potrebbero essere sviluppate meglio
    In primis, una riscrittura di tutto il testo lo renderebbe molto più piacevole e comprensibile e ne valorizzerebbe di più i pregi.
    In secondo luogo, andrebbe chiarito il conteggio dei punti; come per tutti i giochi con elemento matematico, consiglierei un paio di playtest per vedere se c’è bilanciamento.

  5. I giocatori interpretano il ruolo dei compagni di Ulisse e lo dovrebbero aiutare a tornare a Itaca, superando le dodici tappe del suo viaggio. Il gioco si sviluppa creando dei nuovi versetti dell’Odissea a partire da uno che rappresenta la tappa del viaggio.

    Cosa mi è piaciuto:

    L’idea di un gioco basato sull’Odissea è sicuramente interessante, visto che è uno dei racconti archetipici della cultura occidentale.

    Cosa ho trovato confuso o poco chiaro:

    Chiaramente il gioco è molto una bozza, fin qui niente di male, ma le regole non le ho trovate molto chiare nell’esposizione. Soprattutto mi è sembrato poco chiaro il meccanismo di chiusura della partita, cioè come gli altri giocatori possono ribaltare.
    Un’altra cosa che non ho compreso dal testo è come entrano in gioco gli ingredienti del concorso.

    Quali parti del gioco pensate debbano essere sviluppate meglio:

    In generale credo che la meccanica del gioco debba essere chiarita/sviluppata. Il gioco è una bozza e quindi riscrivendolo un meglio, con qualche esempio, sicuramente risulterebbe più chiaro.

    Considerazioni finali:

    L’Odissea – in prosa – è probabilmente il primo libro che ho letto e l’idea di questo gioco è sicuramente interessante. Chiarendo meglio le regole potrebbe saltar fuori un gioco veramente divertente… del resto chi non vorrebbe essere un novello aedo?

    Nell’Odissea il buon Ulisse arriva solo ad Itaca qui parrebbe di no, visto che gli altri giocatori interpretano i suoi compagni, è voluto? Oppure – in un ipotetico ampliamento delle regole – ci potrebbe essere un modo per eliminare dei giocatori/narratori?

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