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Vincitore Game Chef internazionale 2017

Giochi

I coordinatori internazionali sono felici di annunciare che il concorrente francese, In the Mist, è il vincitore del Game Chef internazionale 2017!

Speriamo sarete d’accordo con noi nel dire che quest’anno ci ha presentato il felice problema di avere diversi concorrenti molto meritevoli tra cui scegliere. Come coordinatori internazionali, abbiamo apprezzato il modo in cui In the Mist interagisce con il tema in modo significativo, mentre lo ammanta degli elementi ricorrenti della fiction di riferimento; così come alcune interessanti e fresche scelte di progettazione del gioco – in particolare il sistema di cricche e il modo in cui sembra ibridarsi e trarre ispirazione dal mondo del gioco da tavolo – ma sfrutta anche il potenziale dei giochi di ruolo per raccontare storie avvincenti e significative.

Grazie mille e congratulazioni ancora alla squadra francese,

Alberto e Alexandra

E se anche voi non state più nella pelle per leggerli, ecco i collegamenti ai giochi finalisti, per lingua.

Francese (vincitore): In the Mist

Inglese: Once Upon a Full Moon

Italiano: Today, Tomorrow, Never

Spagnolo: Arjé

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Vincitore e menzioni speciali del Game Chef Pummarola Ediscion 2017

Game Chef 2017: Immagine anteprima articolo

E, finalmente, eccoci qui! Vi abbiamo fatto attendere un po’, ma è arrivato il grande momento! La conclusione della parte italiana di questa competizione, con l’annuncio delle menzioni speciali che, come giudici, abbiamo voluto conferire ad alcuni giochi, e del vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017.

Come sempre, partiamo dalle menzioni speciali.

Menzione Jorge Luis Borges per il pensiero laterale

La casa altrove

di Francesco Zani

La casa altrove ci porta ad esplorare una casa fittizia nei panni del suo ultimo abitante e del Minotauro, che lo guida e ostacola al tempo stesso in questa esperienza. La casa diventa il luogo e il non luogo dove si esplorano le vicende e le volontà umane, e dove si trova la forza di andare avanti o di lasciarsi sommergere dal «nulla eterno».

Il gioco di Francesco fa un uso fresco e creativo del tema e degli ingredienti, usandoli per creare e rafforzare una struttura di gioco originale e interessante. Quello che ci ha colpito maggiormente sono state le idee non convenzionali con le quali l’autore ha cercato di convogliare un’esperienza: il ritaglio delle stanze, lo svolgimento stesso del gioco, e la differenza concettuale tra la casa e l’Altrove. Il testo e l’esposizione delle procedure sono sicuramente migliorabili, ma già da ora questo gioco mostra di avere del potenziale e costituisce un buon punto di partenza.

Menzione Maria Montessori per il gioco formativo

I diritti degli animali, o la moderna Eneide

di Iacopo Frigerio

I diritti degli animali, o la moderna Eneide ci mette nei panni dei migranti dei nostri giorno, lungo le rotte reali che li portano nei nostri Paesi. In questo gioco avremo un assaggio di chi sono e dei viaggi ai quali sono disposti a sottoporsi pur di avere una speranza di ricominciare. Fondamentale anche la presenza dell’opinione pubblica, che tutto vede e tutto giudica.

Il gioco di Iacopo interpreta gli ingredienti in modo classico, ma ben centrato. La struttura è originale e funzionale all’esperienza ludica. L’obiettivo che il gioco si pone è alto: cercare di far riflettere sul tema della migrazione e, a nostro giudizio, ci riesce. Questo suo lato formativo è quello che ci ha colpito maggiormente e che gli riconosciamo pienamente. Attualmente il testo si presenta in maniera abbastanza manualistica e, se si vuole far sì che questo gioco sia facilmente fruibile anche dai non educatori, consigliamo una redazione più amichevole e, se necessario, che comprenda due versioni del testo: una per gli educatori, l’altra per l’utente medio.

Menzione Hidetaka Miyazaki per il gioco più d’atmosfera

L’investitura

di Gabriele Boldreghini

L’investitura è un gioco per due persone ambientato in un mondo fantasy, nel quale un giocatore veste i panni di un Latore di Giustizia, membro di un ordine mistico incaricato mantenere l’ordine e chiamato costantemente a scelte morali su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Il gioco di Gabriele ci trascina fin da subito all’interno del suo mondo cupo, caricando i giocatori di un’atmosfera pesante e buia. Apprezziamo l’uso del tema e come le meccaniche spingono a mettere sul tavolo tutte le grevi sfumature che caratterizzano l’aria che respirano i personaggi. Dal punto di vista delle procedure, a nostro avviso, questo gioco necessita ancora di molte raffinazioni, ma di sicuro la sua atmosfera peculiare è un aspetto che ci sentiamo di menzionare.

Menzione Henri de Toulouse-Lautrec per il gioco più poetico

Monsieur Tableau dans la Ville des Miroirs

di Davide Falzani e Manuela Zanotti

Monsieur Tableau dans la Ville des Miroirs è un gioco per quattro persone che parte da una premessa intrigante: tutti noi siamo definiti e, in qualche modo costretti, dal nostro corpo. I protagonisti si svegliano una mattina e si vedono avvolti da una coltre di fumo. Solo l’aiuto di un pittore benefattore, Monsieur Tableau, li potrà aiutare a ridefinire la loro vera forma, una forma che rispecchi chi sono davvero.

Il gioco di Davide e Manuela fa trasparire fin dalle sue prime righe la sua potente carica poetica. La sensibilità con la quale tratta la scoperta (o la riscoperta) personale è lodevole, e il gioco fornisce ai giocatori tutti gli strumenti per focalizzare l’esperienza di gioco sui temi che interessano loro. Questa vena lirica ci ha colpiti immediatamente ed è un aspetto che vogliamo premiare con sommo piacere.

Menzione Lucas Pope per il gioco più teso

The room

di Ariele Agostini

The room ci mette nei panni di un funzionario del Governo e di un migrante che desidera semplicemente di essere ammesso nel Paese. È un gioco che parla di migrazione e di relazioni umane messe a dura prova in un contesto teso e complicato. Nonostante tutto questo, le due persone coinvolte nell’interrogatorio continueranno a manifestare la loro empatia e la loro umanità?

Il gioco di Ariele fa buon uso del tema e degli ingredienti; il regolamento è semplice, ma questo non gli è di impedimento per fare comunque un ottimo uso dei tempi e delle meccaniche, che fanno sì che entrambi i giocatori abbiano costantemente la sensazione di stare camminando sul filo del rasoio morale, che è l’aspetto che per il quale ci sembra doveroso premiarlo. Crediamo che questo gioco abbia ancora bisogno di altro playtest e di spiegazioni più chiare su alcuni passaggi, ma siamo già su un’ottima strada.

Menzione Paolo Villaggio per il gioco più tragicomico

Tangeri jazz

di Marcello Venni

Tangeri jazz è un gioco per una manciata di giocatori e un GM che ci promette una storia tragicomica di persone comuni che si ritrovano, loro malgrado, a essere i corrieri per dieci chilogrammi di cocaina alla frontiera di Tangeri negli anni Settanta.

Il gioco di Marcello ci ha colpito immediatamente per il suo tono fantozziano, inteso in maniera positiva. Spesso si pensa che scrivere un gioco di ruolo comico sia qualcosa di semplice, ma ci si dimentica che la comicità ha bisogno di essere addomesticata per non risultare stucchevole. Riteniamo che qui Marcello abbia provato a darci del buon materiale sul quale riflettere. Questo gioco ha sicuramente bisogno di altro lavoro per essere finito, ma apprezziamo lo spaccato scanzonato che ci offre su temi in realtà seri e drammatici.

Menzione Terry Pratchett per il worldbuilding

Viandanti del filo

di Luca Imbriani e Gianluca Poma

Viandanti del filo ci porta a vestire i panni dei viandanti del filo, un gruppo di spazzini e sciacalli che recuperano i frammenti della loro realtà in continui viaggi tra le città e l’Oltre.

Il gioco di Luca e Gianluca spinge tutta la forza creativa del tema e degli ingredienti nella creazione del mondo di gioco attraverso gli strumenti di worldbuilding forniti ai giocatori. Nonostante, allo stato attuale, la struttura delle meccaniche sia ancora grezza e richieda al Game Master di fare parte del game design per usarle tutte per bene, il gioco fornisce un’ottima cassetta degli attrezzi per la creazione di un mondo originale, fresco ed estremamente caratteristico. Ora come ora, non riteniamo che il gioco sia giocabile fluidamente, ma consigliamo di non abbandonare gli strumenti e la personalità del mondo di gioco, scrivendo in maniera più esaustiva la struttura alla base, e sollevando il Game Master dai compiti di game design.

Menzione Enzo Biagi per il gioco più attuale

Wrong stories

di Daniel Comerci

Wrong stories è un gioco per due che ci mette nei panni di un “cercatore di verità” dei tempi moderni, un giornalista o un investigatore alle prese con un controverso fatto di cronaca che scuote le coscienze e che rappresenta solo la punta dell’iceberg. L’altro giocatore ha il compito di rappresentare il mondo e di fargli un’opposizione credibile.

Il gioco di Daniel affronta il tema e gli ingredienti in maniera affascinante e suggestiva. Ci sentiamo di menzionarlo in quanto tocca molto bene una quelle questioni più attuali, vale a dire il rapporto tra etica e informazione, col problema delle cosiddette fake news, sbandierate da ogni parte – talvolta anche a sproposito – come onta esclusiva della parte avversaria. Idee come la timeline cercano di essere molto funzionali all’esperienza di gioco e sono uno sforzo che abbiamo apprezzato. Questo è un gioco che ha bisogno di una maggiore chiarezza espositiva e di altro sviluppo ancora, ma crediamo che questa sia una pregevole pietra fondante.

Ed eccoci, finalmente, alla rivelazione finale!

Vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017

Oggi, domani, mai

di Maria e Oscar Biffi

Oggi, domani, mai ci porta tra le mura del carcere. Giocheremo dei detenuti, le loro routine quotidiane, le loro relazioni, la dignità e la non dignità con la quale affrontano la loro condanna, e i rapporti con gli altri reclusi. È un gioco che parla di confini tra le celle, tra le persone, tra società dentro e fuori dal carcere; e parla anche dei confini tra prima e dopo, tra giusto e sbagliato, tra libertà e prigionia, non necessariamente fisica.

Il gioco che Maria e Oscar ci hanno presentato si è rivelato davvero ottimo sotto tutti i punti di vista. Il tema e gli ingredienti sono stati usati sapientemente e in modo evocativo: bene implementati e resi centrali all’esperienza di gioco. Il testo delle regole è sicuramente uno dei più chiari e ben presentati: il sistema di gioco è coeso e le meccaniche convogliano bene l’esperienza desiderata. Allo stato attuale, il gioco, non è solo giocabile, ma addirittura pronto per una fase di playtest.

Ultime cose

Altre menzioni

Un aspetto di molti dei giochi presentati quest’anno che ci ha fatto accendere più di una lampadina è stata l’attenzione ai lati più concreti e legati alla materialità del gioco. Abbiamo apprezzato molto lo sforzo dei partecipanti in questa direzione e speriamo che si facciano altri passi in avanti su questa strada e – chissà – magari l’anno prossimo avremo il piacere di assegnare una menzione speciale a tema.

Ringraziamenti

Innanzitutto, desideriamo ringraziare tutti coloro che ci hanno dato una mano nella realizzazione di questo Game Chef: i giudici degli anni passati; i giudici internazionali di quest’anno; tutti i partecipanti, compresi quelli che hanno cominciato a buttare giù idee o una bozza di gioco, ma che poi non sono riusciti a partecipare.

Un grazie speciale vorremmo dirlo ad Antonio Amato, Mauro Ghibaudo e Mauro Ghisoni, che sono stati scelti dalla giuria per darci una mano in qualità di recensori extra, a causa dei giochi fuori concorso e delle situazioni di emergenza. Hanno tutti svolto un ottimo lavoro e lo hanno fatto interamente per passione, non avendo partecipato con un gioco proprio alla competizione.

La strada da qui in avanti

Ora che abbiamo comunicato pubblicamente le menzioni speciali e il vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017, “Cosa resta da fare?”, vi chiederete.

Per noi giudici, ora inizia la fase di traduzione del vincitore e la sua trasmissione ai giudici internazionali, Alexandra Zanasi e Alberto Muti, che lo valuteranno insieme agli altri vincitori delle edizioni nelle diverse lingue per deliberare il vincitore del Game Chef internazionale 2017.

Inoltre, come vi avevamo promesso stiamo già lavorando alla pubblicazione dell’antologia di tutti i giochi presentati per il Game Chef Pummarola Ediscion 2017. No, questa volta non vi daremo una data.

Per voi partecipanti, ci auguriamo che l’aver prodotto e presentato una bozza di gioco a questo concorso sia stato solo il primo passo sulla strada lunga e faticosa, ma anche entusiasmante, della scrittura e della pubblicazione di un gioco.

A tutti voi auguriamo un sincerissimo in bocca al lupo!

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Guida alle recensioni e alle designazioni del Game Chef 2017

Guida al perfetto follower del Game Chef

Siamo finalmente giunti alla fase di revisione paritaria del Game Chef Pummarola Ediscion 2017 e, come promesso, questa è la guida nella quale spieghiamo come devono essere scritte e pubblicate le recensioni dei giochi, e come devono essere inviate le designazioni dei finalisti.

Importante: il termine ultimo per inviare sia le recensioni dei giochi sia la designazione del finalista scelto è il 23 luglio alle ore 23:59.

Recensioni dei giochi

Prima di tutto, quest’anno le recensioni devono essere pubblicate come commenti sul sito del Game Chef Pummarola Ediscion, sotto i singoli articoli corrispondenti ai giochi da recensire.

Consiglio: non scrivete le recensioni direttamente sul sito, nel campo dei commenti, bensì usate un editor di testo sul vostro computer, e incollate il testo nel campo dei commenti solo una volta che la recensione vi soddisfa e che, quindi, decidete di pubblicarla.

Formattazione delle recensioni

I commenti supportano la formattazione Markdown, un semplicissimo linguaggio di marcatura, che vi consente di formattare un breve testo in pochissimo tempo. Se conoscete già come funziona, non avrete alcun problema; se volete approfondire, potete trovare tutte le spiegazioni di cui avete bisogno qui (in inglese). Per quelli che, invece, vogliono una guida rapida, eccola qui sotto.

Se scrivete:

*corsivo*

**grassetto**

***grassetto corsivo***

Otterrete:

corsivo

grassetto

grassetto corsivo

Per separare i paragrafi, è sufficiente lasciare una riga vuota tra due i blocchi di testo. Quindi, se scrivete:

Ea melius alterum praesent pri, mei et maiorum feugait. Has ei liber gubergren vituperatoribus, in mei clita torquatos sententiae. Pro modo legimus mandamus in nullam.

Eum dico velit debitis et, te qui modus posidonium definitionem, dicunt verear vulputate pro te. Ex quo esse numquam, ne quis molestiae vix. Nam quod meliore recusabo ne.

Otterrete:

Ea melius alterum praesent pri, mei et maiorum feugait. Has ei liber gubergren vituperatoribus, in mei clita torquatos sententiae. Pro modo legimus mandamus in nullam.

Eum dico velit debitis et, te qui modus posidonium definitionem, dicunt verear vulputate pro te. Ex quo esse numquam, ne quis molestiae vix. Nam quod meliore recusabo ne.

Per le intestazioni, purtroppo, i commenti non le supportano, ma potete facilmente indicarle con un semplice testo in grassetto.

Scrittura delle recensioni

Iniziate con un paragrafo introduttivo, nel quale spiegate sinteticamente il gioco, come se lo doveste presentare a una persona che non l’abbia mai sentito nominare prima.

Poi, andate avanti scrivendo alcuni paragrafi nel quale analizzate il gioco concentrandovi sulle seguenti domande:

  • Cosa vi è piaciuto del gioco?

  • Cosa avete trovato confuso o poco chiaro?

  • Quali parti del gioco pensate debbano essere sviluppate meglio?

A vostra scelta, potete approfondire con dei paragrafi dedicati anche altri criteri, quali l’uso creativo di tema e ingredienti e l’accessibilità del testo; ricordate, comunque, che si tratta di giochi creati in tempi molto brevi, e non di prodotti finiti, quindi cercate di guardare il quadro complessivo, invece che alle singole minuzie.

Alla fine della recensione, lasciate un ultimo paragrafo per tirare le somme. Questo è anche l’unico punto nel quale dovreste sentirvi liberi di sbilanciarvi anche con qualche parere più soggettivo e più dato “a sentimento” rispetto al resto dei contenuti della recensione (vedi sotto).

Per favorire il dialogo e lo scambio di opinioni fra i partecipanti, vi invitiamo anche a fare uno sforzo ulteriore e a terminare le vostre recensioni con una o due domande indirizzate all’autore (o agli autori) del gioco: è una buona occasione per capire sia il suo punto di vista sia le motivazioni dietro alle sue scelte di game design, e per dare inizio a una conversazione che siamo sicuri sarà proficua per tutti i partecipanti. Chiaramente, in quanto autori, siete a vostra volta invitati a rispondere alle domande ricevute.

Una cosa che non dovete fare è dire al designer cosa dovrebbe fare col suo gioco. Siete voi, come recensori, che dovete capire qual è l’obiettivo del gioco e cercare di valutare se ci riesca o meno, indipendentemente dai vostri personali gusti ludici. Al fine di riuscirci, è necessario che vi mettiate in una prospettiva critica: cercate di immaginare come potrebbe risultare l’esperienza di questo gioco nel suo svolgimento. Scrivete le vostre recensioni in questa prospettiva.

Un’altra cosa che non dovete fare è dare giudizi troppo soggettivi, al punto da risultare inutili. Al game designer non interessa se non vi piacciono i giochi con le carte francesi o quelli in cui i protagonisti sono dei cavalieri fatati; quello che dovete fare, ancora una volta, è mettervi in una prospettiva critica: quando affermate qualcosa, qualunque cosa, cercate di motivare quello che state scrivendo.

In generale, ponetevi come obiettivo quello di essere incoraggianti e d’aiuto. Se è vero che le recensioni e i giochi sono pubblici e sotto gli occhi di tutti, questa non deve diventare la scusa per trasformare le recensioni in un momento di paternalismo o di critica distruttiva, specialmente nei confronti di coloro che partecipano per la prima volta. Come Master Chef sarà nostra premura intervenire per disinnescare eventuali situazioni spiacevoli. Finora non è mai successo, e ci piacerebbe che continuassimo su questa strada.

Ultima cosa importante: non indicate mai nelle recensioni quale gioco avete deciso di designare come finalista. Questa informazione deve essere inviata solamente ai Master Chef, come spiegato sotto.

Pubblicazione delle recensioni

Andate sulla pagina del gioco che avete recensito e del quale volete pubblicare la recensione. In fondo alla pagina trovate il campo dei commenti.

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Non dovete far altro che riempire i campi in maniera appropriata.

Game Chef 2017: Guida alle recensioni (commento)

  • Commento: Qui incollate il testo della vostra recensione. Mettete per titolo alla vostra recensione «Recensione di» e il nome, lo pseudonimo, o i nomi di coloro che partecipano al Game Chef in gruppo con voi.

    Ricordatevi che nei commenti i tag delle intestazioni non sono abilitati, per cui scrivete semplicemente il testo in grassetto (tra due doppi asterischi): **Recensione di Paolino Paperino**.

  • Nome: Il nome, lo pseudonimo o i nomi di tutti coloro che partecipano al Game Chef in squadra con voi.

  • Email: L’indirizzo di posta elettronica col quale avete inviato il vostro gioco. Vi ricordo che questi indirizzi e-mail non sono pubblici: li possiamo vedere solo noi Master Chef dal pannello di gestione del sito.

  • Sito web: Campo facoltativo. Se inserite qui l’indirizzo del vostro sito web, sarà possibile accedervi cliccando sul vostro nome, una volta pubblicato il commento.

Non appena avete riempito i vari campi del commento, potete procedere a cliccare sul pulsante Commento all’articolo per procedere alla pubblicazione della recensione.

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Problemi con le recensioni

Vi ricordiamo che, persino adesso, potete ancora chiederci di cambiare uno o più dei giochi a voi assegnati perché non vi sentite a vostro agio nel recensirli (magari avete dato qualche dritta a un vostro amico per scriverlo e ora vi sentite troppo poco imparziali nei suoi confronti). Oppure sapete per certo che non riuscirete a completare tutte le recensioni (a causa di un periodo di lavoro fitto o altri impegni inderogabili).

Nessun problema! Comunicatecelo subito, e provvederemo a trovare dei sostituti che possano recensire il gioco o i giochi al posto vostro. Se sarà possibile, provvederemo semplicemente a effettuare uno “scambio di giochi” con qualche altro partecipante; altrimenti chiederemo a qualcun altro di scrivere le recensioni mancanti, di modo che tutti i giochi ne abbiamo comunque quattro.

Tuttavia, sarete comunque voi a dover leggere tutti e quattro i giochi a voi assegnati (dopo eventuali sostituzioni) e designare uno di essi come finalista.

Designazione dei finalisti

Una volta che avete pubblicato tutte e quattro le recensioni ai giochi che dovevate leggere e valutare per questo Game Chef, potete procedere a inviare a noi Master Chef la vostra designazione del finalista.

Ogni recensore o gruppo di recensori ha un singolo voto in base al principio “un gioco partecipante, un voto”. Abbiamo altresì provveduto a reclutare due recensori extra, come previsto dal regolamento, per garantire la copertura delle recensioni anche ai giochi fuori concorso e per coprire anche quei partecipanti che hanno già comunicato che non avrebbero potuto scrivere le recensioni.

La vostra designazione del finalista può essere basata su qualunque criterio voi pensiate sia il più importante. Potreste voler considerare ciò che ciascun gioco ottiene in termini di innovazione, chiarezza, uso degli ingredienti, e giocabilità effettiva. Non c’è bisogno di spiegare o difendere la vostra decisione: scegliete e raccomandate uno dei quattro giochi che dovevate recensire e valutare. I giochi che non sono in concorso non possono essere designati come finalisti: sceglietene uno degli altri tre che vi sono stati assegnati!

Invio delle designazioni

Una volta effettuata la vostra scelta, scrivete a gamechefpummarola@gmail.com usando il seguente formato:

Oggetto: Game Chef Pummarola Ediscion 2017: Designazione finalisti

Designo/iamo 〈titolo del gioco〉 di 〈chef o gruppo di chef〉 come finalista del Game Chef Pummarola Ediscion 2017.

Et voilà! La vostra parte in questo Game Chef Pummarola Ediscion 2017 finisce qui. Avete appena affidato ai Master Chef il “calice amaro” dal quale bere per scegliere il vincitore.