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Vincitore e menzioni speciali del Game Chef Pummarola Ediscion 2019

Game Chef 2019: Immagine anteprima articolo

È arrivato il grande momento! La conclusione della parte italiana di questa competizione, con l’annuncio delle menzioni speciali che, come giudici, abbiamo voluto conferire ad alcuni giochi, e del vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2019.

Come sempre, partiamo dalle menzioni speciali.

Menzione Cinabro per il gioco on the road

Emet

di Daniele Barbaglia

Emet parla del rapporto tra un costrutto e il suo padrone. Da una parte, troviamo un oggetto pieno di difetti, che potrebbe rivelare dei sentimenti; mentre, dall’altra parte, c’è la persona che lo ha creato e che, nonostante i suoi difetti, non lo ha mai buttato via. Si vedrà alla fine se il costrutto verrà disattivato o no.

Questo gioco è scritto in modo che possa essere giocato mentre lo si legge: l’intera creazione dei personaggi è divisa in vari passaggi fatti di domande. Riteniamo che sia un traguardo degno di nota, quello di essere riuscito a scrivere un testo che accompagna il giocatore durante la creazione della sessione e il suo svolgimento, in un concorso che concede solo un tempo limitato per la stesura del testo.

Menzione Eliotropo per la normalizzazione della ruota delle emozioni

Karma

di Aileann & Oz

Karma parla di una persona che è destinata a fare qualcosa di grande. Nel futuro di questo personaggio, c’è un traguardo, e i giocatori, durante la sessione, esploreranno episodi di vita che porteranno il protagonista verso il suo obiettivo con una consapevolezza unica e forse inaspettata.

Questo è un gioco che introduce le emozioni come meccanica, utilizzandole per dare un tono alle scene e creare conflitti che portino a situazioni interessanti. Le emozioni sono molteplici e non tutte hanno la stessa intensità; questo gioco dà la stessa importanza a ognuna e chiede ai giocatori di scegliere quelle che vorranno portare in gioco. Il miscuglio di queste emozioni darà vita alle scene contrapponendo emozioni positive e negative, ma non necessariamente direttamente contrapposte tra loro. Pensiamo possa dare spunto a riflessioni interessanti su come il gioco di ruolo possa portare in campo emozioni diverse e incentivarle per dare una determinata impronta alla giocata.

Menzione Pervinca per la poesia come tema e meccanica

Lavisa e Felevene

di Fabrizio Botto

Lavisa e Felevene ci parla di una coppia di amanti, talmente uniti da ignorare tutto il resto. Il gioco inizia con questi due amanti che sono stati maledetti da un dio e resi un unico fiume; quando comprenderanno «come essere Uno, senza smettere di essere Due», torneranno umani.

Questo gioco imposta una situazione poetica e ben chiara, improntando l’intero gioco sul tema dell’amore e dello stare insieme. Durante la giocata ci saranno successi e fallimenti: i due aspetti del fiume potranno esprimere la loro natura, oppure no, e questo causerà un cambiamento che condizionerà il finale. Cose non dette, fallimenti inflitti dall’altro; ogni azione porterà a scene di natura diversa e a un finale non necessariamente positivo. Quanto è importante la propria individualità in una coppia? E quanto, a volte, invece rischiamo di annullarci per essere una cosa sola?

Menzione Antracite per un gioco completo

Move Out, ovvero, il Popolo della Credenza cerca una nuova casa

di Dario D’Arpa

Move Out, ovvero, il Popolo della Credenza cerca una nuova casa parla di piccoli popoli domestici e di come uno di loro cerca di salvare tutti da una catastrofe. Un’arca va costruita e più popoli aiuteranno a crearla più sarà alta la percentuale di successo della migrazione, ma è possibile che alcuni non siano d’accordo con questo piano e provino a mettersi in mezzo.

Questo gioco è davvero completo. Siamo rimasti colpiti dal fatto che presenti una situazione molto interessante con uno spunto di storia coinvolgente; inoltre, la creazione dei popoli e lo svolgimento del gioco sono tutti puntati sull’obiettivo “di storia” creando un arco narrativo coerente.

Menzione Chartreuse per la comunicazione del regolamento

Ohano

di Marco Ripepi

Ohano parla dei servitori di un eroe che, quando ai suoi occhi falliscono o si rivelano inutili, li assorbe dentro di sé.

Questo gioco a nostro avviso va menzionato per l’ottimo lavoro fatto su parole chiave evidenziate e illustrazioni che supportano la lettura e forniscono un elemento di usabilità funzionale per tutta la lettura del regolamento. Rincuora vedere che ci sono autori che pensano anche al come comunicare un regolamento, oltre che al come comunicare solo le regole.

Menzione Celadron per la tematica attuale

Seconda generazione

di Mattia Davolio

Seconda generazione parla di figli di immigrati, nati in un paese, parte della sua cittadinanza, ma considerati estranei.

Questo gioco tratta una tematica molto attuale, cioè il razzismo. Per quanto non sia stato l’unico gioco a tirare in ballo il tema dell’immigrazione, è la prima volta che vediamo un gioco che parla non di chi arriva in un paese nuovo per cercare una vita migliore, ma dei loro figli. Persone nate in questo paese, che magari non sono nemmeno mai state nei paesi di origine dei loro genitori, e, nonostante questo, spesso non vengono considerate alla pari degli altri.

Menzione Gommagutta per il design grafico

Zine

di Francesco Zani

Zine parla di una redazione indipendente che realizza una rivista non professionale su un argomento particolare.

Questo gioco usa le immagini come meccanica e le stesse saranno poi utilizzate per creare un vero prototipo di zine. In pratica, alla fine della giocata, avrete una vostra zine personalizzata come ricordo, e troviamo che sia stata un’idea veramente interessante unire il design grafico a quello del gioco in maniera così stretta.

Ed eccoci, finalmente, al vincitore!

Vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2019

Q.B.

di Maria Guarnieri

Q.B. è un gioco per due giocatori, i quali esplorano il rapporto tra due amici che non si vedono da tempo mentre preparano dei biscotti.

Questo gioco ci ha colpito, prima di tutto, per l’interpretazione del tema amalgama eseguita anche unendo il mondo del gioco di ruolo e quello della cucina. In questo gioco di ruolo dal vivo da camera, si prepara realmente una ricetta e la stessa, oltre a dettare i tempi della sessione, prevede scene diverse in base agli ingredienti che si scelgono. In pratica, la ricetta stessa è una meccanica del gioco e non solo va a creare una atmosfera perfettamente in tema con esso, ma sfrutta anche le pause come occasioni per esplorare i due personaggi. Il gioco ci sembra molto completo; non dubitiamo che sia già giocabile e pronto per essere provato.

Non ci saremmo mai aspettati una commistione simile e, per questo, il gioco ci ha colpito molto, meritando la vittoria.

Ultime cose

Raccomandazioni per il futuro

Abbiamo notato che quest’anno molti giochi presentavano una grande cura nella fiction e nell’ambientazione. Purtroppo, spesso, questa cura nelle tematiche e nell’ambientazione non è andata di pari passo con quella per le meccaniche, dando vita a molti giochi che hanno presentato poca coesione tra tematiche e meccaniche. Speriamo che in futuro ci sia più attenzione in questo senso.

Inoltre, abbiamo notato che il lavoro di mentoring da parte di Mammut RPG e di altri designer unitisi a loro in questa iniziativa ha dato buoni frutti, aiutando diversi partecipanti a rendere i loro giochi più curati e coesi. Ci auguriamo di rivedere in futuro questo tipo di collaborazioni, visti gli ottimi risultati raggiunti, specialmente da chi ha creato un gioco di ruolo per la prima volta durante questo concorso, e i cui sforzi creativi hanno potuto essere seguiti e sostenuti da altri designer.

Ringraziamenti

Innanzitutto, desideriamo ringraziare tutti voi che, con la vostra partecipazione, rendete ogni anno questo concorso vivo e interessante. Un ringraziamento speciale a Stentor Danielson, senza il quale questa edizione del Game Chef non ci sarebbe stata.

Un ringraziamento particolare vorremmo esprimerlo a Edoardo Cremaschi e Nicola Urbinati, che sono stati scelti dalla giuria per darci una mano in qualità di recensori extra, a causa di un gioco fuori concorso e una situazione di emergenza. Hanno svolto un ottimo lavoro e lo hanno fatto interamente per passione, non avendo partecipato con un gioco proprio alla competizione.

La strada da qui in avanti

Ora che abbiamo comunicato pubblicamente le menzioni speciali e il vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2019, inizia la fase di traduzione del vincitore e la sua trasmissione alla giuria internazionale.

Inoltre, come avevamo già fatto durante gli anni scorsi, realizzeremo un’antologia di tutti i giochi presentati per il Game Chef Pummarola Ediscion 2019.

Ci auguriamo che, per voi partecipanti, questo concorso sia stato solo il primo passo nella pubblicazione di un vostro gioco.

In bocca al lupo!

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Vincitore e menzioni speciali del Game Chef Pummarola Ediscion 2018

Game Chef 2017: Immagine anteprima articolo

È arrivato il grande momento! La conclusione della parte italiana di questa competizione, con l’annuncio delle menzioni speciali che, come giudici, abbiamo voluto conferire ad alcuni giochi, e del vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2018.

Come sempre, partiamo dalle menzioni speciali.

Menzione Angelia per la pervasività

Ceci n’est pas une révolution

di Daniele Barbaglia

Ceci n’est pas une révolution parla di alcuni scrittori che hanno deciso di ribellarsi a un’organizzazione oppressiva raccontando le loro storie attraverso un messaggio per i loro connazionali. Ovviamente, l’Organizzazione si preoccuperà di censurare questo messaggio e, solo alla fine, si vedrà cosa rimarrà.

Questo gioco sfrutta bene il concetto di pervasività. Ciò che succede nell’ambiente attorno ai giocatori non è solo uno spunto narrativo, ma influenza meccanicamente la partita. Luci, suoni e persone sono funzionali e necessari allo svolgimento del gioco.

Menzione Prometeo per il gioco solitario

Fahrenheit 1451

di Helios Pu

Fahrenheit 1451 parla di un povero monaco che cerca di salvare dei preziosi tomi da un incendio. Fuori ad attenderlo c’è l’esercito del re, che intende eliminare chiunque provi a uscire. Sarà difficile scegliere quali testi salvare e quali no, ma solo giocando vedremo se si riuscirà a preservare parte del sapere della biblioteca.

Questo è un gioco pensato per essere giocato anche da una sola persona e riteniamo che possa essere godibile giocato in questo modo. Il gioco è solido e con evidenti influenze dal game design che ha dato vita al movimento moderno. L’uso meccanico del vello/scatola delle carte come sistema di sicurezza e l’utilizzo meccanico delle carte per influenzare sia la narrazione del presente che quella del passato ci ha colpito positivamente. Oltretutto, è un gioco facilmente giocabile online.

Menzione Chimera per l’uso della piattaforma online

Lost in redaction

di Edoardo Cremaschi e Vanessa Colciago

Lost in Redaction prende un gruppo di persone e dà loro una scadenza; entro questo tempo limitato dovranno redigere un testo comune. Ovviamente, ogni personaggio ha un suo obiettivo personale: ognuno di essi desidera che il proprio messaggio emerga dal testo e,alla fine, si vedrà se il risultato finale sarà un lavoro corale o se l’intento iniziale sarà andato perso.

Questo gioco utilizza molto bene il mezzo del documento condiviso online: le meccaniche integrano la possibilità di poter modificare un documento in tempo reale e questo ci è piaciuto molto. La parte più forzata risulta, forse, la condivisione del documento al di fuori del cerchio di gioco invece, che pare quasi aggiunta alla fine, ma che non riteniamo necessaria al fine di un’esperienza di gioco completa.

Menzione Dedalo per il sistema di creazione più interessante

Quel che rimane di ciò che eravamo

di Giacomo Vicenzi

Quel che rimane di ciò che eravamo parla di esploratori spaziali che viaggiano per le colonie sparse nell’universo, cercando di recuperare pezzi della storia dell’umanità.

Questo è sicuramente un gioco incompleto, nella sua forma attuale, ma che, nonostante questo, presenta le basi per un sistema di generazione di mondi e avventure spaziali estremamente interessante. Quasi un parente della generazione procedurale presente in videogiochi come Faster Than Light e Convoy, crediamo abbia molto potenziale e ci auguriamo di vederlo sviluppato ulteriormente.

Menzione Medusa per il gioco più impegnato

Quella volta che…

di Beatrice da Vela e Filippo Zolesi

Quella volta che… parla di storie di molestie: storie che a volte vengono raccontate, mentre altre volte restano nel silenzio della vittima.

Questo gioco si prefigge l’obiettivo di far riflettere i giocatori sul tema della molestia e di generare un dibattito sull’argomento. Secondo noi ci riesce. Le meccaniche del gioco sono state studiate attentamente, sia nelle parti prettamente legate alla storia sia in quelle di sicurezza.

Menzione Ettore per il gioco più solido

Trincea

di Francesco Zani

Trincea parla di soldati al fronte che, per non demoralizzarsi, si raccontano storie su ciò che faranno una volta tornati a casa. Purtroppo, però, a ogni marcia non si sa mai quanti soldati resteranno in vita.

Questo gioco ha una struttura solida che ricorda l’American freeform di Jason Morningstar. Il tema drammatico e le meccaniche, che si assicurano di creare un clima di tragica tensione, sono sicuramente interessanti e il gioco va dritto al sodo.

Ed eccoci, finalmente, al vincitore!

Vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2018

Alzh & Imer

di Antonio Amato

Alzh & Imer è un gioco per due giocatori, i quali interpreteranno un malato di Alzheimer e il suo compagno o compagna. Il gioco porterà attraverso vari atti il tema della malattia e di come, oltre a farti perdere i ricordi, renda sempre più difficile il rapporto tra i due personaggi.

Questo gioco ci ha colpito, prima di tutto, per il tema che tratta: finora non avevamo mai visto un gioco che avesse il coraggio di parlare di Alzheimer. Il fatto che il gioco tratti allo stesso tempo sia del malato che perde i ricordi che di chi gli sta vicino fa capire che c’è stata una certa attenzione al modo in cui il tema della malattia viene vissuto nella sua interezza. L’uso di diverse meccaniche per i due ruoli rende bene il flusso di gioco, ed effettivamente portano a mostrare i due diversi punti di vista sulla malattia. A nostro avviso, non era necessario utilizzare gli ingredienti anche in maniera letterale nel testo: il gioco li include già nelle meccaniche usate e questo uso letterale rende forse il testo meno evocativo e scorrevole di quello che avrebbe potuto essere. Ad ogni modo, questa è l’unica vera critica che possiamo fare a questo gioco: abbiamo apprezzato molto il lavoro di Antonio e speriamo vivamente che Alzh & Imer non resti solo una bozza.

Ultime cose

Raccomandazioni per il futuro

Abbiamo notato che quest’anno molti giochi presentavano dei regolamenti piuttosto saturi di meccaniche. Non che sia un problema: un gioco con molte meccaniche può comunque essere bilanciato e coerente. Tuttavia, temiamo che si sia prestata troppa attenzione ad aggiungere regole e poca attenzione nello sviluppare il cuore del gioco in maniera solida. Il timore è quello che sia facile cedere a un uso eccessivo di meccaniche per strutturare l’esperienza, senza però aver prima creato con cura delle fondamenta che possano reggerle: la sensazione è quella di un eccessivo numero di meccaniche ed eccezioni alle regole che “arginano” l’esperienza di gioco, anziché avere una serie di meccaniche che possano prendere per mani i giocatori e trasportarli verso l’esperienza desiderata.

Inoltre, ci teniamo anche a ricordarvi che è possibile scrivere nel testo del gioco come avete integrato gli ingredienti. In questo modo siete liberi di interpretarli come desiderate, senza doverli inserire in maniera letterale nel testo del gioco, cosa che spesso ha risultati meno buoni di quella chiarezza che si pensa invece di evocare.

Ringraziamenti

Innanzitutto, desideriamo ringraziare tutti voi che, con la vostra partecipazione, rendete ogni anno questo concorso vivo e interessante. Un ringraziamento speciale a Stentor Danielson, senza il quale questa edizione del Game Chef non ci sarebbe stata.

Un ringraziamento particolare vorremmo esprimerlo a Fabio Succi Cimentini e a Matteo Suppo, che sono stati scelti dalla giuria per darci una mano in qualità di recensori extra, a causa dei giochi fuori concorso e delle situazioni di emergenza. Hanno svolto un ottimo lavoro e lo hanno fatto interamente per passione, non avendo partecipato con un gioco proprio alla competizione.

La strada da qui in avanti

Ora che abbiamo comunicato pubblicamente le menzioni speciali e il vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2018, inizia la fase di traduzione del vincitore e la sua trasmissione alla giuria internazionale.

Inoltre, come avevamo fatto l’anno scorso, realizzeremo un’antologia di tutti i giochi presentati per il Game Chef Pummarola Ediscion 2018.

Ci auguriamo che, per voi partecipanti, questo concorso sia stato solo il primo passo nella pubblicazione di un vostro gioco.

In bocca al lupo!

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Vincitore e menzioni speciali del Game Chef Pummarola Ediscion 2017

Game Chef 2017: Immagine anteprima articolo

E, finalmente, eccoci qui! Vi abbiamo fatto attendere un po’, ma è arrivato il grande momento! La conclusione della parte italiana di questa competizione, con l’annuncio delle menzioni speciali che, come giudici, abbiamo voluto conferire ad alcuni giochi, e del vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017.

Come sempre, partiamo dalle menzioni speciali.

Menzione Jorge Luis Borges per il pensiero laterale

La casa altrove

di Francesco Zani

La casa altrove ci porta ad esplorare una casa fittizia nei panni del suo ultimo abitante e del Minotauro, che lo guida e ostacola al tempo stesso in questa esperienza. La casa diventa il luogo e il non luogo dove si esplorano le vicende e le volontà umane, e dove si trova la forza di andare avanti o di lasciarsi sommergere dal «nulla eterno».

Il gioco di Francesco fa un uso fresco e creativo del tema e degli ingredienti, usandoli per creare e rafforzare una struttura di gioco originale e interessante. Quello che ci ha colpito maggiormente sono state le idee non convenzionali con le quali l’autore ha cercato di convogliare un’esperienza: il ritaglio delle stanze, lo svolgimento stesso del gioco, e la differenza concettuale tra la casa e l’Altrove. Il testo e l’esposizione delle procedure sono sicuramente migliorabili, ma già da ora questo gioco mostra di avere del potenziale e costituisce un buon punto di partenza.

Menzione Maria Montessori per il gioco formativo

I diritti degli animali, o la moderna Eneide

di Iacopo Frigerio

I diritti degli animali, o la moderna Eneide ci mette nei panni dei migranti dei nostri giorno, lungo le rotte reali che li portano nei nostri Paesi. In questo gioco avremo un assaggio di chi sono e dei viaggi ai quali sono disposti a sottoporsi pur di avere una speranza di ricominciare. Fondamentale anche la presenza dell’opinione pubblica, che tutto vede e tutto giudica.

Il gioco di Iacopo interpreta gli ingredienti in modo classico, ma ben centrato. La struttura è originale e funzionale all’esperienza ludica. L’obiettivo che il gioco si pone è alto: cercare di far riflettere sul tema della migrazione e, a nostro giudizio, ci riesce. Questo suo lato formativo è quello che ci ha colpito maggiormente e che gli riconosciamo pienamente. Attualmente il testo si presenta in maniera abbastanza manualistica e, se si vuole far sì che questo gioco sia facilmente fruibile anche dai non educatori, consigliamo una redazione più amichevole e, se necessario, che comprenda due versioni del testo: una per gli educatori, l’altra per l’utente medio.

Menzione Hidetaka Miyazaki per il gioco più d’atmosfera

L’investitura

di Gabriele Boldreghini

L’investitura è un gioco per due persone ambientato in un mondo fantasy, nel quale un giocatore veste i panni di un Latore di Giustizia, membro di un ordine mistico incaricato mantenere l’ordine e chiamato costantemente a scelte morali su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Il gioco di Gabriele ci trascina fin da subito all’interno del suo mondo cupo, caricando i giocatori di un’atmosfera pesante e buia. Apprezziamo l’uso del tema e come le meccaniche spingono a mettere sul tavolo tutte le grevi sfumature che caratterizzano l’aria che respirano i personaggi. Dal punto di vista delle procedure, a nostro avviso, questo gioco necessita ancora di molte raffinazioni, ma di sicuro la sua atmosfera peculiare è un aspetto che ci sentiamo di menzionare.

Menzione Henri de Toulouse-Lautrec per il gioco più poetico

Monsieur Tableau dans la Ville des Miroirs

di Davide Falzani e Manuela Zanotti

Monsieur Tableau dans la Ville des Miroirs è un gioco per quattro persone che parte da una premessa intrigante: tutti noi siamo definiti e, in qualche modo costretti, dal nostro corpo. I protagonisti si svegliano una mattina e si vedono avvolti da una coltre di fumo. Solo l’aiuto di un pittore benefattore, Monsieur Tableau, li potrà aiutare a ridefinire la loro vera forma, una forma che rispecchi chi sono davvero.

Il gioco di Davide e Manuela fa trasparire fin dalle sue prime righe la sua potente carica poetica. La sensibilità con la quale tratta la scoperta (o la riscoperta) personale è lodevole, e il gioco fornisce ai giocatori tutti gli strumenti per focalizzare l’esperienza di gioco sui temi che interessano loro. Questa vena lirica ci ha colpiti immediatamente ed è un aspetto che vogliamo premiare con sommo piacere.

Menzione Lucas Pope per il gioco più teso

The room

di Ariele Agostini

The room ci mette nei panni di un funzionario del Governo e di un migrante che desidera semplicemente di essere ammesso nel Paese. È un gioco che parla di migrazione e di relazioni umane messe a dura prova in un contesto teso e complicato. Nonostante tutto questo, le due persone coinvolte nell’interrogatorio continueranno a manifestare la loro empatia e la loro umanità?

Il gioco di Ariele fa buon uso del tema e degli ingredienti; il regolamento è semplice, ma questo non gli è di impedimento per fare comunque un ottimo uso dei tempi e delle meccaniche, che fanno sì che entrambi i giocatori abbiano costantemente la sensazione di stare camminando sul filo del rasoio morale, che è l’aspetto che per il quale ci sembra doveroso premiarlo. Crediamo che questo gioco abbia ancora bisogno di altro playtest e di spiegazioni più chiare su alcuni passaggi, ma siamo già su un’ottima strada.

Menzione Paolo Villaggio per il gioco più tragicomico

Tangeri jazz

di Marcello Venni

Tangeri jazz è un gioco per una manciata di giocatori e un GM che ci promette una storia tragicomica di persone comuni che si ritrovano, loro malgrado, a essere i corrieri per dieci chilogrammi di cocaina alla frontiera di Tangeri negli anni Settanta.

Il gioco di Marcello ci ha colpito immediatamente per il suo tono fantozziano, inteso in maniera positiva. Spesso si pensa che scrivere un gioco di ruolo comico sia qualcosa di semplice, ma ci si dimentica che la comicità ha bisogno di essere addomesticata per non risultare stucchevole. Riteniamo che qui Marcello abbia provato a darci del buon materiale sul quale riflettere. Questo gioco ha sicuramente bisogno di altro lavoro per essere finito, ma apprezziamo lo spaccato scanzonato che ci offre su temi in realtà seri e drammatici.

Menzione Terry Pratchett per il worldbuilding

Viandanti del filo

di Luca Imbriani e Gianluca Poma

Viandanti del filo ci porta a vestire i panni dei viandanti del filo, un gruppo di spazzini e sciacalli che recuperano i frammenti della loro realtà in continui viaggi tra le città e l’Oltre.

Il gioco di Luca e Gianluca spinge tutta la forza creativa del tema e degli ingredienti nella creazione del mondo di gioco attraverso gli strumenti di worldbuilding forniti ai giocatori. Nonostante, allo stato attuale, la struttura delle meccaniche sia ancora grezza e richieda al Game Master di fare parte del game design per usarle tutte per bene, il gioco fornisce un’ottima cassetta degli attrezzi per la creazione di un mondo originale, fresco ed estremamente caratteristico. Ora come ora, non riteniamo che il gioco sia giocabile fluidamente, ma consigliamo di non abbandonare gli strumenti e la personalità del mondo di gioco, scrivendo in maniera più esaustiva la struttura alla base, e sollevando il Game Master dai compiti di game design.

Menzione Enzo Biagi per il gioco più attuale

Wrong stories

di Daniel Comerci

Wrong stories è un gioco per due che ci mette nei panni di un “cercatore di verità” dei tempi moderni, un giornalista o un investigatore alle prese con un controverso fatto di cronaca che scuote le coscienze e che rappresenta solo la punta dell’iceberg. L’altro giocatore ha il compito di rappresentare il mondo e di fargli un’opposizione credibile.

Il gioco di Daniel affronta il tema e gli ingredienti in maniera affascinante e suggestiva. Ci sentiamo di menzionarlo in quanto tocca molto bene una quelle questioni più attuali, vale a dire il rapporto tra etica e informazione, col problema delle cosiddette fake news, sbandierate da ogni parte – talvolta anche a sproposito – come onta esclusiva della parte avversaria. Idee come la timeline cercano di essere molto funzionali all’esperienza di gioco e sono uno sforzo che abbiamo apprezzato. Questo è un gioco che ha bisogno di una maggiore chiarezza espositiva e di altro sviluppo ancora, ma crediamo che questa sia una pregevole pietra fondante.

Ed eccoci, finalmente, alla rivelazione finale!

Vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017

Oggi, domani, mai

di Maria e Oscar Biffi

Oggi, domani, mai ci porta tra le mura del carcere. Giocheremo dei detenuti, le loro routine quotidiane, le loro relazioni, la dignità e la non dignità con la quale affrontano la loro condanna, e i rapporti con gli altri reclusi. È un gioco che parla di confini tra le celle, tra le persone, tra società dentro e fuori dal carcere; e parla anche dei confini tra prima e dopo, tra giusto e sbagliato, tra libertà e prigionia, non necessariamente fisica.

Il gioco che Maria e Oscar ci hanno presentato si è rivelato davvero ottimo sotto tutti i punti di vista. Il tema e gli ingredienti sono stati usati sapientemente e in modo evocativo: bene implementati e resi centrali all’esperienza di gioco. Il testo delle regole è sicuramente uno dei più chiari e ben presentati: il sistema di gioco è coeso e le meccaniche convogliano bene l’esperienza desiderata. Allo stato attuale, il gioco, non è solo giocabile, ma addirittura pronto per una fase di playtest.

Ultime cose

Altre menzioni

Un aspetto di molti dei giochi presentati quest’anno che ci ha fatto accendere più di una lampadina è stata l’attenzione ai lati più concreti e legati alla materialità del gioco. Abbiamo apprezzato molto lo sforzo dei partecipanti in questa direzione e speriamo che si facciano altri passi in avanti su questa strada e – chissà – magari l’anno prossimo avremo il piacere di assegnare una menzione speciale a tema.

Ringraziamenti

Innanzitutto, desideriamo ringraziare tutti coloro che ci hanno dato una mano nella realizzazione di questo Game Chef: i giudici degli anni passati; i giudici internazionali di quest’anno; tutti i partecipanti, compresi quelli che hanno cominciato a buttare giù idee o una bozza di gioco, ma che poi non sono riusciti a partecipare.

Un grazie speciale vorremmo dirlo ad Antonio Amato, Mauro Ghibaudo e Mauro Ghisoni, che sono stati scelti dalla giuria per darci una mano in qualità di recensori extra, a causa dei giochi fuori concorso e delle situazioni di emergenza. Hanno tutti svolto un ottimo lavoro e lo hanno fatto interamente per passione, non avendo partecipato con un gioco proprio alla competizione.

La strada da qui in avanti

Ora che abbiamo comunicato pubblicamente le menzioni speciali e il vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017, “Cosa resta da fare?”, vi chiederete.

Per noi giudici, ora inizia la fase di traduzione del vincitore e la sua trasmissione ai giudici internazionali, Alexandra Zanasi e Alberto Muti, che lo valuteranno insieme agli altri vincitori delle edizioni nelle diverse lingue per deliberare il vincitore del Game Chef internazionale 2017.

Inoltre, come vi avevamo promesso stiamo già lavorando alla pubblicazione dell’antologia di tutti i giochi presentati per il Game Chef Pummarola Ediscion 2017. No, questa volta non vi daremo una data.

Per voi partecipanti, ci auguriamo che l’aver prodotto e presentato una bozza di gioco a questo concorso sia stato solo il primo passo sulla strada lunga e faticosa, ma anche entusiasmante, della scrittura e della pubblicazione di un gioco.

A tutti voi auguriamo un sincerissimo in bocca al lupo!