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Vincitore Game Chef internazionale 2017

Giochi

I coordinatori internazionali sono felici di annunciare che il concorrente francese, In the Mist, è il vincitore del Game Chef internazionale 2017!

Speriamo sarete d’accordo con noi nel dire che quest’anno ci ha presentato il felice problema di avere diversi concorrenti molto meritevoli tra cui scegliere. Come coordinatori internazionali, abbiamo apprezzato il modo in cui In the Mist interagisce con il tema in modo significativo, mentre lo ammanta degli elementi ricorrenti della fiction di riferimento; così come alcune interessanti e fresche scelte di progettazione del gioco – in particolare il sistema di cricche e il modo in cui sembra ibridarsi e trarre ispirazione dal mondo del gioco da tavolo – ma sfrutta anche il potenziale dei giochi di ruolo per raccontare storie avvincenti e significative.

Grazie mille e congratulazioni ancora alla squadra francese,

Alberto e Alexandra

E se anche voi non state più nella pelle per leggerli, ecco i collegamenti ai giochi finalisti, per lingua.

Francese (vincitore): In the Mist

Inglese: Once Upon a Full Moon

Italiano: Today, Tomorrow, Never

Spagnolo: Arjé

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Piccoli giochi crescono: la PlaytestCon

Game Chef PlaytestCon

Nessun gioco nasce pronto, nessuno. Davvero, il playtest è allo stesso tempo una delle attività più importanti e gratificanti che possiate svolgere col vostro gioco. L’avete sognato, scritto, coccolato e ora è il momento di giocare il vostro gioiellino, ma… il Game Chef è finito e trovare giocatori è un casino.

Iniziative come il Game Chef mostrano che, oltre ad autori affermati e prolifici, ci sono tantissime persone piene di idee e voglia di fare, persone che hanno “un gioco nel cassetto” o che si divertono a creare qualcosa giusto per il gusto di vedere cosa viene fuori.

Piccoli giochi crescono

Alcuni di voi si sono portati avanti, e hanno sfruttato le convention di giochi per cominciarre a playtestare i loro lavori.

Ecco, per esempio, il playtest di Walls of Concordia di Daniele Di Rubbo, presso la EtrusCon Estate 2017:

Oppure, i playtest eseguiti presso la ArCONate 2017, La casa altrove di Francesco Zani:

e I diritti degli animali, o la moderna eneide di Iacopo Frigerio (un sentito grazie a gattaiola.it per le preziose immagini):

La PlaytestCon

Però non tutti sono riusciti a portarsi avanti in questo modo. Ed ecco perché alcuni amici hanno deciso di allestire la PlaytestCon: un’iniziativa per dare spazio all’interno della nostra comunità a persone desiderose di mettere sul tavolo i propri giochi e sperimentarli, vedere che cosa succede all’impatto con la realtà e con i giocatori.

PlaytestCon vuole diventare uno spazio accogliente e rispettoso, in cui darsi una mano e giocare insieme possa diventare strumento di espressione ed evoluzione progettuale delle proprie idee.

Di fatto, la convention è uno spazio/workshop di 10 giorni in cui scambiarsi feedback, esplorare giochi incompleti e sperimentare i propri progetti. Se doveste trovare la cosa interessante, potete trovare tutte le informazioni a riguardo sul sito o sui gruppi social, oppure potete semplicemente arrivare online tra il 9 e il 18 febbraio per giocare con un sacco di altri amici.

Ecco come trovare la PlaytestCon, approfondire e partecipare:

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Vincitore e menzioni speciali del Game Chef Pummarola Ediscion 2017

Game Chef 2017: Immagine anteprima articolo

E, finalmente, eccoci qui! Vi abbiamo fatto attendere un po’, ma è arrivato il grande momento! La conclusione della parte italiana di questa competizione, con l’annuncio delle menzioni speciali che, come giudici, abbiamo voluto conferire ad alcuni giochi, e del vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017.

Come sempre, partiamo dalle menzioni speciali.

Menzione Jorge Luis Borges per il pensiero laterale

La casa altrove

di Francesco Zani

La casa altrove ci porta ad esplorare una casa fittizia nei panni del suo ultimo abitante e del Minotauro, che lo guida e ostacola al tempo stesso in questa esperienza. La casa diventa il luogo e il non luogo dove si esplorano le vicende e le volontà umane, e dove si trova la forza di andare avanti o di lasciarsi sommergere dal «nulla eterno».

Il gioco di Francesco fa un uso fresco e creativo del tema e degli ingredienti, usandoli per creare e rafforzare una struttura di gioco originale e interessante. Quello che ci ha colpito maggiormente sono state le idee non convenzionali con le quali l’autore ha cercato di convogliare un’esperienza: il ritaglio delle stanze, lo svolgimento stesso del gioco, e la differenza concettuale tra la casa e l’Altrove. Il testo e l’esposizione delle procedure sono sicuramente migliorabili, ma già da ora questo gioco mostra di avere del potenziale e costituisce un buon punto di partenza.

Menzione Maria Montessori per il gioco formativo

I diritti degli animali, o la moderna Eneide

di Iacopo Frigerio

I diritti degli animali, o la moderna Eneide ci mette nei panni dei migranti dei nostri giorno, lungo le rotte reali che li portano nei nostri Paesi. In questo gioco avremo un assaggio di chi sono e dei viaggi ai quali sono disposti a sottoporsi pur di avere una speranza di ricominciare. Fondamentale anche la presenza dell’opinione pubblica, che tutto vede e tutto giudica.

Il gioco di Iacopo interpreta gli ingredienti in modo classico, ma ben centrato. La struttura è originale e funzionale all’esperienza ludica. L’obiettivo che il gioco si pone è alto: cercare di far riflettere sul tema della migrazione e, a nostro giudizio, ci riesce. Questo suo lato formativo è quello che ci ha colpito maggiormente e che gli riconosciamo pienamente. Attualmente il testo si presenta in maniera abbastanza manualistica e, se si vuole far sì che questo gioco sia facilmente fruibile anche dai non educatori, consigliamo una redazione più amichevole e, se necessario, che comprenda due versioni del testo: una per gli educatori, l’altra per l’utente medio.

Menzione Hidetaka Miyazaki per il gioco più d’atmosfera

L’investitura

di Gabriele Boldreghini

L’investitura è un gioco per due persone ambientato in un mondo fantasy, nel quale un giocatore veste i panni di un Latore di Giustizia, membro di un ordine mistico incaricato mantenere l’ordine e chiamato costantemente a scelte morali su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Il gioco di Gabriele ci trascina fin da subito all’interno del suo mondo cupo, caricando i giocatori di un’atmosfera pesante e buia. Apprezziamo l’uso del tema e come le meccaniche spingono a mettere sul tavolo tutte le grevi sfumature che caratterizzano l’aria che respirano i personaggi. Dal punto di vista delle procedure, a nostro avviso, questo gioco necessita ancora di molte raffinazioni, ma di sicuro la sua atmosfera peculiare è un aspetto che ci sentiamo di menzionare.

Menzione Henri de Toulouse-Lautrec per il gioco più poetico

Monsieur Tableau dans la Ville des Miroirs

di Davide Falzani e Manuela Zanotti

Monsieur Tableau dans la Ville des Miroirs è un gioco per quattro persone che parte da una premessa intrigante: tutti noi siamo definiti e, in qualche modo costretti, dal nostro corpo. I protagonisti si svegliano una mattina e si vedono avvolti da una coltre di fumo. Solo l’aiuto di un pittore benefattore, Monsieur Tableau, li potrà aiutare a ridefinire la loro vera forma, una forma che rispecchi chi sono davvero.

Il gioco di Davide e Manuela fa trasparire fin dalle sue prime righe la sua potente carica poetica. La sensibilità con la quale tratta la scoperta (o la riscoperta) personale è lodevole, e il gioco fornisce ai giocatori tutti gli strumenti per focalizzare l’esperienza di gioco sui temi che interessano loro. Questa vena lirica ci ha colpiti immediatamente ed è un aspetto che vogliamo premiare con sommo piacere.

Menzione Lucas Pope per il gioco più teso

The room

di Ariele Agostini

The room ci mette nei panni di un funzionario del Governo e di un migrante che desidera semplicemente di essere ammesso nel Paese. È un gioco che parla di migrazione e di relazioni umane messe a dura prova in un contesto teso e complicato. Nonostante tutto questo, le due persone coinvolte nell’interrogatorio continueranno a manifestare la loro empatia e la loro umanità?

Il gioco di Ariele fa buon uso del tema e degli ingredienti; il regolamento è semplice, ma questo non gli è di impedimento per fare comunque un ottimo uso dei tempi e delle meccaniche, che fanno sì che entrambi i giocatori abbiano costantemente la sensazione di stare camminando sul filo del rasoio morale, che è l’aspetto che per il quale ci sembra doveroso premiarlo. Crediamo che questo gioco abbia ancora bisogno di altro playtest e di spiegazioni più chiare su alcuni passaggi, ma siamo già su un’ottima strada.

Menzione Paolo Villaggio per il gioco più tragicomico

Tangeri jazz

di Marcello Venni

Tangeri jazz è un gioco per una manciata di giocatori e un GM che ci promette una storia tragicomica di persone comuni che si ritrovano, loro malgrado, a essere i corrieri per dieci chilogrammi di cocaina alla frontiera di Tangeri negli anni Settanta.

Il gioco di Marcello ci ha colpito immediatamente per il suo tono fantozziano, inteso in maniera positiva. Spesso si pensa che scrivere un gioco di ruolo comico sia qualcosa di semplice, ma ci si dimentica che la comicità ha bisogno di essere addomesticata per non risultare stucchevole. Riteniamo che qui Marcello abbia provato a darci del buon materiale sul quale riflettere. Questo gioco ha sicuramente bisogno di altro lavoro per essere finito, ma apprezziamo lo spaccato scanzonato che ci offre su temi in realtà seri e drammatici.

Menzione Terry Pratchett per il worldbuilding

Viandanti del filo

di Luca Imbriani e Gianluca Poma

Viandanti del filo ci porta a vestire i panni dei viandanti del filo, un gruppo di spazzini e sciacalli che recuperano i frammenti della loro realtà in continui viaggi tra le città e l’Oltre.

Il gioco di Luca e Gianluca spinge tutta la forza creativa del tema e degli ingredienti nella creazione del mondo di gioco attraverso gli strumenti di worldbuilding forniti ai giocatori. Nonostante, allo stato attuale, la struttura delle meccaniche sia ancora grezza e richieda al Game Master di fare parte del game design per usarle tutte per bene, il gioco fornisce un’ottima cassetta degli attrezzi per la creazione di un mondo originale, fresco ed estremamente caratteristico. Ora come ora, non riteniamo che il gioco sia giocabile fluidamente, ma consigliamo di non abbandonare gli strumenti e la personalità del mondo di gioco, scrivendo in maniera più esaustiva la struttura alla base, e sollevando il Game Master dai compiti di game design.

Menzione Enzo Biagi per il gioco più attuale

Wrong stories

di Daniel Comerci

Wrong stories è un gioco per due che ci mette nei panni di un “cercatore di verità” dei tempi moderni, un giornalista o un investigatore alle prese con un controverso fatto di cronaca che scuote le coscienze e che rappresenta solo la punta dell’iceberg. L’altro giocatore ha il compito di rappresentare il mondo e di fargli un’opposizione credibile.

Il gioco di Daniel affronta il tema e gli ingredienti in maniera affascinante e suggestiva. Ci sentiamo di menzionarlo in quanto tocca molto bene una quelle questioni più attuali, vale a dire il rapporto tra etica e informazione, col problema delle cosiddette fake news, sbandierate da ogni parte – talvolta anche a sproposito – come onta esclusiva della parte avversaria. Idee come la timeline cercano di essere molto funzionali all’esperienza di gioco e sono uno sforzo che abbiamo apprezzato. Questo è un gioco che ha bisogno di una maggiore chiarezza espositiva e di altro sviluppo ancora, ma crediamo che questa sia una pregevole pietra fondante.

Ed eccoci, finalmente, alla rivelazione finale!

Vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017

Oggi, domani, mai

di Maria e Oscar Biffi

Oggi, domani, mai ci porta tra le mura del carcere. Giocheremo dei detenuti, le loro routine quotidiane, le loro relazioni, la dignità e la non dignità con la quale affrontano la loro condanna, e i rapporti con gli altri reclusi. È un gioco che parla di confini tra le celle, tra le persone, tra società dentro e fuori dal carcere; e parla anche dei confini tra prima e dopo, tra giusto e sbagliato, tra libertà e prigionia, non necessariamente fisica.

Il gioco che Maria e Oscar ci hanno presentato si è rivelato davvero ottimo sotto tutti i punti di vista. Il tema e gli ingredienti sono stati usati sapientemente e in modo evocativo: bene implementati e resi centrali all’esperienza di gioco. Il testo delle regole è sicuramente uno dei più chiari e ben presentati: il sistema di gioco è coeso e le meccaniche convogliano bene l’esperienza desiderata. Allo stato attuale, il gioco, non è solo giocabile, ma addirittura pronto per una fase di playtest.

Ultime cose

Altre menzioni

Un aspetto di molti dei giochi presentati quest’anno che ci ha fatto accendere più di una lampadina è stata l’attenzione ai lati più concreti e legati alla materialità del gioco. Abbiamo apprezzato molto lo sforzo dei partecipanti in questa direzione e speriamo che si facciano altri passi in avanti su questa strada e – chissà – magari l’anno prossimo avremo il piacere di assegnare una menzione speciale a tema.

Ringraziamenti

Innanzitutto, desideriamo ringraziare tutti coloro che ci hanno dato una mano nella realizzazione di questo Game Chef: i giudici degli anni passati; i giudici internazionali di quest’anno; tutti i partecipanti, compresi quelli che hanno cominciato a buttare giù idee o una bozza di gioco, ma che poi non sono riusciti a partecipare.

Un grazie speciale vorremmo dirlo ad Antonio Amato, Mauro Ghibaudo e Mauro Ghisoni, che sono stati scelti dalla giuria per darci una mano in qualità di recensori extra, a causa dei giochi fuori concorso e delle situazioni di emergenza. Hanno tutti svolto un ottimo lavoro e lo hanno fatto interamente per passione, non avendo partecipato con un gioco proprio alla competizione.

La strada da qui in avanti

Ora che abbiamo comunicato pubblicamente le menzioni speciali e il vincitore del Game Chef Pummarola Ediscion 2017, “Cosa resta da fare?”, vi chiederete.

Per noi giudici, ora inizia la fase di traduzione del vincitore e la sua trasmissione ai giudici internazionali, Alexandra Zanasi e Alberto Muti, che lo valuteranno insieme agli altri vincitori delle edizioni nelle diverse lingue per deliberare il vincitore del Game Chef internazionale 2017.

Inoltre, come vi avevamo promesso stiamo già lavorando alla pubblicazione dell’antologia di tutti i giochi presentati per il Game Chef Pummarola Ediscion 2017. No, questa volta non vi daremo una data.

Per voi partecipanti, ci auguriamo che l’aver prodotto e presentato una bozza di gioco a questo concorso sia stato solo il primo passo sulla strada lunga e faticosa, ma anche entusiasmante, della scrittura e della pubblicazione di un gioco.

A tutti voi auguriamo un sincerissimo in bocca al lupo!